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Flora e Fauna


Il paesaggio è estremamente suggestivo, molto vario mano a mano che si sale o si scende di quota.

La vegetazione è molto ricca ed è in gran parte quella tipica della bassa montagna ovvero della zona delle quercie mesofile cioè della fascia fitoclimatica del Castanetum, poi appena sopra del fagetum, o zona del Faggio, meno ricca di specie, causa le condizioni ambientali meno favorevoli, ma con piante certamente molto suggestive per bellezza e maestosità. La parte bassa del territorio invece  coincide con il lago Salto, grandioso bacino realizzato negli anni trenta per scopi idroelettrici e, secondariamente, come cassa di espansione per le piene del fiume Salto che unitamente a quelle del Turano e del Velino, periodicamente inondavano la parte bassa di Rieti e l’omonima piana.Le caratteristiche zoologiche del lago risultano prevalentemente rivolte verso una fauna ittica a ciprinidi tra cui spicca la presenza di Carpe regine, Carpe erbivore (Amur), Tinche, Cavedani e Alborelle.
L'invaso inoltre, è ricco anche di Trote, Anguille, Persici reali, Persici sole, Persici trota o "Black bass'', Lucci e Coregoni.
Sono presenti specie secondarie quali Scardola, Carassio e "Gardon" (Rutilus rutilus).
Nel lago sono presenti esemplari di Gambero turco (Astacus leptodactylus) e di Gambero americano (Orconectes limosus).Tornando alla vegetazione,invece,da qui a salire inizia una fitta trama di boschi di roverella,  di cerro, di carpino e frassino e più in alto aceri di monte, sorbi e noccioli. In questa fascia è presente anche il Castagno il Carpino e il Frassino.

E’ opportuno non sottacere la diffusa presenza, in particolar modo specie nelle zone a minore copertura arborea, di varie specie di arbusti che con i loro frutti costituiscono una riserva alimentare di non poco conto per gli animali del bosco. Fra i tanti, si ricorda la rosa canina dalle tipiche bacche rosso fuoco e il prunus, i cui frutti assomigliano a isolati chicchi d’uva bluastri.

Oltre i mille metri di quota iniziano i boschi puri di faggio, pianta di grande valore estetico, paesaggistico ed economico.

I prati in alta quota non ospitano solamente graminacee e piccole leguminose. In primavera, quando la natura si sveglia, i pascoli sono punteggiati dalla fioritura di orchidee, di genziane, di cardi, di gigli, di asfodeli, di crochi e di viole. La caccia e l’agricoltura hanno da tempo posto fine all’esistenza di grandi mammiferi, quali si trovano ora solo in particolari zone protette d’Italia. E tuttavia il popolamento animale è quanto mai ricco di specie, in particolare di quelle legate al bosco.

Il cinghiale, privo di antagonisti, si sta diffondendo rapidamente, creando talora seri danni all’agricoltura. Diffuse sono le volpi i tassi e gli istrici, dai lunghi aculei che ricoprono il corpo. Sono animali dalle abitudini crepuscolari che a volte è facile incontrare quando attraversano le strade. Talora è stata ritrovata qualche carcassa di lupo, segno evidente che questo animale, oggetto di una caccia spietata, e scomparso, è oggi tornato.

Puzzole donnole faine martore ricci, sono piccoli mammiferi, dalle abitudini notturne che trovano nei boschi e nelle zone disabitate della riserva un habitat ottimale di vita.

E’ presente il gatto selvatico e lo scoiattolo che salta con audaci acrobazie da un ramo ad un altro o che si arrampica o discende con incredibile velocità sui tronchi degli alberi.

Numerosi sono altri mammiferi più piccoli; fra tutti si ricorda il moscardino o nocciolino, roditore simile ad un topo, con abitudini arboricole e ghiotto di nocciole. Sono presenti anche alcune specie di vipere (Aaspis e Ursinii) e  altri rettili  innocui quali il biacco la biscia e l’orbettino,senza contare le onnipresenti lucertole e ramarri. Anche l’avifauna è ricca,sino a pochi anni fa la zona era regolarmente frequentata da una coppia nidificante di aquile; oggi alcuni individui sono osservabili solo saltuariamente, mentre sono più frequenti altri rapaci come la poiana, lo sparviere, il gheppio. Tra gli uccelli i picchi verde e rosso maggiore, l’upupa, il fringuello, le cince, il rampichino, il ciuffolotto, la ghiandaia, il colombaccio l’allocco, la civetta, il gufo comune, il gufo reale. Rimangono ancora oggi, sulle aspre pietraie, alcuni esemplari di coturnice, ultimi di una popolazione assai più numerosa sino a qualche decennio fa, mentre non manca nella fascia basale del rilievo, la starna.

Ultimi ma non certo per importanza citiamo i funghi.Questi discreti abitatori del bosco sono presenti con moltissime specie sia eduli che tossiche e velenose. La produzione fungina è talora sostenuta e di pregio.Possiamo trovare prodotti ottimi quali il porcino (boletus eduli) o il tartufo ( tuber aestivum o tuber melanosporum vittadini) e prodotti altamente velenosi quali l’Amanita Phalloides,il fungo più pericoloso in circolazione la cui ingestione provoca avvelenamenti con esito quasi sempre mortali.Per questo vi consigliamo caldamente di NON IMPROVVISARVI cercatori di funghi, l’inesperienza potrebbe avere conseguenze letali per voi ed i vostri cari.

Si prega di NON disturbare assolutamente in alcun modo la fauna locale, di NON rovinare o compromettere la flora locale, di NON sporcare e inquinare lasciando rifiuti di alcun genere e di avere senso civico e rispetto per ciò che vi circonda. Grazie